Brides on Tour

 Gli abiti delle Spose

I vestiti sono stati realizzati, ad eccezione dell’impermeabile di Silvia Moro, con fibre naturali che ne agevolano il lavaggio. Questi tessuti rispettano idealmente l’incontro con la natura, favoriscono la traspirazione con l’esterno e quindi simbolicamente agevolano l’incontro tra anime.

Entrambi gli abiti sono stati concepiti
dal direttore artistico di Byblos Manuel Facchini, che ha messo a disposizione la sua creatività per questo progetto, rispettando le esigenze e le idee delle artiste Pippa Bacca e Silvia Moro e interpretando le loro diverse personalità .

Gli abiti sono stati realizzati in 2 copie, l’una delle quali resterà in Italia, intonsa , mentre l’altra viaggerà con le artiste e diverrà una vera e propria opera in progress che subirà numerose evoluzioni durante il corso del viaggio, diventando poi motivo di confronto e riflessione con gli abiti originari al loro ritorno, durante una mostra alla
Byblos Art Gallery di Verona.


Byblos


Abito di Pippa Bacca
L'abito da sposa di Pippa Bacca è composto da tre parti: una mantella, una giacca sfiancata e un'anpia gonna con strascico.

La Mantella, costituita da due strati di lino, verrà  utilizzata  dall'artista  oltre che come copricapo  e mantellina  anche come strumento per asciugare  i piedi  durante le sue performances della "Lavanda dei piedi" che compierà durante il viaggio alle ostetriche del posto, come simbolo di riconoscenza e gratitudine verso queste donne che portano avanti la Vita in luoghi in cui la guerra troppo spesso non ne ha rispetto. La mantella infatti si apre tramite dei bottoncini automatici nascosti e diviene un ampio velo che avrà appunto questa funzione.

La Giacca mantiene una linea molto femminile e sfiancata con una sorta di bustino impuntato nella parte inferiore, mentre la parte superiore  è più leggera e può essere aperta con dei piccoli bottoni ad asola, le maniche sono svasate, su un lato della giacca vi è ricamato il cedro  della bandiera libanese, uno dei paesi che saranno attraversati dalle artiste durante il loro viaggio.

La Gonna è a forma di Giglio, simbolo di purezza e innocenza, ed ogni strato della gonna ne rappresenta un petalo. La gonna è quindi costituita da undici vel o strati, realizzati in diversi materiali naturali, che simboleggiano gli undici paesi che le ragazze
attraverseranno nel loro percorso (Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia, Bulgaria,Turchia, Libano, Siria, Egitto, Giordania, Israele). Ogni velo è quindi identificato da un numero ricamato come le pagine di un vero e proprio diario il quale si arricchirà degli interventi e dei ricami delle maestranze locali. Inoltre su alcuni degli strati, che sono tutti staccabili per facilitarne il lavaggio, è già stato posto un ricamo che rappresenta alcuni stilemi delle bandiere degli undici paesi. Così, come era già avvenuto per il cedro del Libano ricamato sulla giacca, in alcuni punti della gonna ritroviamo le stelle della bandiera bosniaca e la luna di quella turca, la scacchiera della Croazia e le montagne della Slovenia per sottolineare la multiculturalità del progetto.


Abito di Silvia Moro
L’abito da sposa di Silvia Moro è più complesso, costituito da diverse parti in quanto è stato concepito come abito-valigia. L’artista infatti, non avrà un bagaglio esterno come Pippa Bacca ma dovrà contenere tutti i suoi effetti personali all’interno dell’abito stesso che diverrà borsa a seconda delle necessità. L’abito è quindi composto da :Un pantalone, una vestaglia, una gonna-valigia, una mantella con velo, un impermeabile-valigia.

Il pantalone che viene indossato sotto il vestito, deve avere una grande praticità ed è stato quindi realizzato sul modello dei pantaloni indiani con cavallo basso, la sua parte superiore vi è sono state ricamate l’organo riproduttore femminile e le ovaie simbolo di vita e fertilità.

La vestaglia è realizzata in un impalpabile tessuto plisset ed una fascia sul petto è ricamata tono su tono con un disegno raffigurante delle cellule che sono anche in questo caso un tributo alla vita e quindi un messaggio di speranza che si vuole portare a questi popoli.

La gonna-valigia è un’ampia gonna che viene posta sopra la vestaglia e che costituisce il vero e proprio bagaglio dell’artista. Per questo motivo, sia nella fodera interna che nella parte esterna è arricchita da numerose tasche per contenere tutto il necessario, le tasche sono di diverse dimensioni ed alcune trasparenti così che durante il viaggio saranno riempite da oggetti artistici o artigianali locali che diverranno parte integrante dell’abito. Sopra alcune di queste tasche sono stati pensati dei veli di tessuto per far ricamare durante il viaggio, varie ricamatrici del posto che utilizzeranno ognuna delle
caratteristiche specifiche, in quanto il ricamo è presente in tutte le tradizioni dei popoli del mediterraneo. La gonna ha come spalline, delle cinghie molto robuste con fibie per sostenerne il peso una volta riempita.

La mantella di Silvia è di un cotone traforato e si prolunga in un velo che può essere calato sul volto in caso di necessità, per non turbare le persone del luogo e per guardare con discrezione.

L’impermeabile-valigia risponde alla necessità di ripararsi dalla pioggia e dal freddo, è infatti l’unico elemento sintetico, imbottito e impermeabile. Al suo interno vi sono altre tasche ed in caso di necessità può essere arrotolato e tramite l’allacciamento di cinghie, trasformato in una vera e propria borsa trasportabile a tracolla o sulle spalle come zaino.